Finestre in legno massiccio o lamellare? Ti svelo tre segreti che nessuno ti ha mai rivelato.

E’ una domanda che tutte le persone, che devono fare finestre in legno, fanno.

Oggi cercherò di chiarire quale dei due è migliore e, soprattutto i motivi, per cui un tipo di struttura deve essere preferita all’altra.

Iniziamo dallo spiegare che cos’è il legno massello e che cos’è il legno lamellare.

Entrambi hanno la stessa provenienza “il tronco”, ma vengono realizzati con sistemi diversi.

Ci sono alcune caratteristiche che un profilo in legno, sia esso in lamellare o massiccio, deve avere per poterci costruire delle finestre belle, durature e a risparmio energetico.

Queste caratteristiche sono:

  • tasso di umidità, cioè la quantità di acqua contenuta al suo interno;
  • pulizia da difetti, cioè quanti nodi / spaccature / sacche di resina sono presenti a vista;
  • dimensioni, cioè spessore / larghezza / lunghezza dei pezzi.

Dedichiamo un approfondimento al primo punto.

Tasso di umidità

Il legno è un materiale vivo, per sua caratteristica sempre in movimento. Al suo interno c’è acqua, che viene misurata in umidità.

Più è alto il tasso di umidità e più il legno è definito “fresco”, e quindi non “pronto” per la realizzazione di finestre, in quanto l’alto tasso di umidità presente, provocherebbe molti problemi durante e dopo la lavorazione quali svergolamenti, incurvamenti, spaccature, difficoltà all’incollaggio e alla verniciatura.

I serramenti così realizzati dovrebbero essere subito cambiati e non sarebbero affatto recuperabili.

Le ante si scollerebbero tra montante e traverso, sulle facce a vista si formerebbero delle spaccature anche molto evidenti e profonde, con danni anche alla verniciatura che perderebbe la sua continuità a vista, i montanti si imbarcherebbero e quindi le guarnizioni e la ferramenta perderebbero la loro efficacia, facendo passare  l’aria e l’acqua, cioè il freddo.

Starai quindi pensando che il legno, per essere adatto alla costruzione delle finestre, non deve contenere acqua, deve cioè essere a umidità zero.

Sbagliato.

In questo caso è un legno marcio, facilmente attaccabile da insetti e parassiti che di esso si cibano, quali ad esempio il coleottero, il tarlo, l’acaro…; un legno a umidità 0 perde, al suo interno, le sostanze che lo tengono in vita.

Ecco perché il legno idoneo alla costruzione di finestre, sia esso massiccio o lamellare, deve conservare un grado di umidità pari al 11/13%.

Questa quantità di acqua al suo interno ,  permette la conservazione delle sostanze necessarie alla sua vita, e non causa problematiche sia durante che dopo la lavorazione e una volta installate a casa tua.

Andiamo ora a vedere se entrambe le strutture, massello e lamellare, come le tre caratteristiche prima descritte agiscono.

Profilo massiccio

Il profilo massello viene tagliato dalla parte interna del tronco, quella più dura.

Una volta tagliato deve “essere messo a stagionare” per fargli perdere l’acqua ritenuta in eccesso.

Il processo di stagionatura può essere naturale (tavole messe all’aperto in determinate posizioni- ventilazione naturale) e meccanico (tavole inserite in macchine – ventilazione meccanica).

Nel primo caso, è solo la natura ad agire e a determinare quanto tempo occorre per la stagionatura e che varia da legno a legno, da spessore a spessore, da lunghezza a lunghezza. Occorreranno anni per raggiungere una buona stagionatura.

Nel secondo caso, la ventilazione forzata accelera il processo permettendo di ottenere la stagionatura desiderata in meno tempo.

In entrambi i casi avrò un grado di umidità diverso tra il centro del profilo e la sua faccia.

Sarà più “veloce da essiccare” la faccia esterna, occorrerà più tempo per la parte centrale.

Più il profilo sarà spesso e lungo, più ci sarà differenza di umidità.

Non è possibile riuscire a ottenere che tutte le tavole occorrenti per le mie finestre, abbiano una stagionatura misurata in 11/13% di umidità contenuta e che sia uniforme su tutta la superficie e tra il centro e la faccia.

Questa differenza di umidità può provocare delle tensioni interne che potrebbero anche far imbarcare il profilo o creare spaccature sulle facce a vista.

Ne va da se che profili imbarcati o spaccati non sono utilizzabili per farne finestre.

Più lunghe saranno le dimensioni dei profili occorrenti, più dovrò prendere dei tronchi grandi.

In passato i profili avevano sez. da 4,5×8 cm., oggi per un serramento in legno siamo arrivati a sez. di almeno 6,8×8 cm., molto più spesse rispetto al passato, e sono disponibili sul mercato anche finestre con  profili più grandi aventi sez. da 7,8×8 e 9,8×8 cm..

Occorrono quindi tronchi sempre più grandi, il mercato mondiale me ne offre sempre meno e sempre più difficili da reperire. Questo va anche a scapito della qualità.

Inoltre, il tronco è ricco di rami (che nel profilo sono i nodi), sacche di resina e altri difetti che variano al cambiare dell’essenza in legno.

Dovrò quindi selezionare maggiormente il materiale per avere una buona estetica, più lungo sarà il profilo occorrente e più difetti dovrò accettare. Non posso eliminarli completamente per avere dei profili esenti da difetti.

Inoltre, più difetti ci saranno, più saranno difficili le lavorazioni e la verniciatura, meno garanzie si potranno dare al prodotto finito.

Profilo lamellare

Il profilo lamellare è costruito sovrapponendo e incollando tra di loro, con appropriate tecnologie,  tre strisce di legno di eguale spessore.

L’incollaggio è realizzato con il sistema ad alta frequenza, il quale scaldando la sola colla e non il legno, conferisce al prodotto finito caratteristiche di grande stabilità.

Se il profilo che voglio ottenere è 6,9 cm. di spessore, ogni lamella sarà da 2,3 cm..

Le lamelle così tagliate, avendo uno spessore più piccolo, possono essere essiccate in impianti di essiccazione con tempi molto più brevi, rispetto al massiccio. Inoltre, non essendo una essicazione naturale, riesco anche a conoscere esattamente quanto tempo occorre.

Ho quindi velocizzato il processo di essiccazione e ho certezze delle tempistiche occorrenti per la realizzazione delle finestre.

Avendo la lamella uno spessore piccolo, avrò una piccola differenza di umidità tra il centro e la faccia.

Una piccola differenza non mi provoca tensioni, all’interno del legno, che portano a spaccature sulle facce a vista. Né avrò profili imbarcati, al contrario sono molto stabili nel tempo.

Avendo la lamella una sez. piccola rispetto al profilo occorrente, posso usare  tronchi non necessariamente grandi.

Un profilo lamellare per finestre è assolutamente esente da difetti a vista (nodi – sacche di resina…).

E’ facile capire che le facce meno belle possono essere facilmente nascoste .

Le finestre realizzate con profili lamellare sono esenti da difetti e hanno una verniciatura omogenea, posso quindi garantire il prodotto molto più a lungo rispetto al massello.

La verniciatura dura di più, la finestra è più bella.

I profili lamellari sono certificati a seconda della provenienza  FSC o PEFC.

 

                                      

Sono entrambi marchi volontari che identificano  prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta, responsabile ed eco-sostenibile, secondo rigorosi standard ambientali.

In pratica sono foreste dove il taglio degli alberi è sempre equilibrato da un opportuno impianto di nuovi alberi, vengono tagliati da un lato mentre crescono dall’altra, in questo modo la foresta non muore.

Conclusioni

Il profilo massello o massiccio non mi permette di avere la giusta stagionatura, non è esente da difetti a vista, non ci posso realizzare finestre belle e garantite per molto tempo.

Le finestre realizzate con profili lamellari sono belle perché senza difetti a vista, hanno la verniciatura che dura molto più a lungo, sono molto stabili e quindi mi assicurano assenza di infiltrazioni di aria e acqua, e contribuiscono a dare una mano all’ambiente.

Ecco perché devi sempre esigere che le tue finestre siano realizzate con profili lamellari.

Fai però bene attenzione, un profilo lamellare può essere definito tale se costruito nel rispetto della attuale normativa di settore in vigore,  deve essere marcato CE in accordo con la norma EN 14080:2013.

Richiedi al tuo fornitore di finestre questo tipo di documentazione.

Un produttore di finestre serio non ha nulla da nascondere e quindi non avrà difficoltà a fornirti la documentazione richiesta.

Purtroppo ci sono in giro parecchi “furbetti del quartiere” che chiamano “profilo lamellare” dei pezzi di legno incollati tra di loro, in assoluta assenza delle necessarie conoscenze, tecnologie e quindi certificazioni che dimostrano la provenienza e la bontà del prodotto. 

Infatti, ci sono diversi piccoli produttori di infissi in legno che si producono in proprio i profili lamellari, in completa assenza delle certificazioni sopra menzionate. 

In questo caso, bisogna mettere al corrente il cliente su cosa sta acquistando, per essere leale nei suoi confronti, dicendogli che sta acquistando un profilo in legno che  non può essere dichiarato “lamellare”.

Se ciò non avviene, non  si sta facendo il bene del committente fornendogli un prodotto valido costruito con tecnologie avanzate, ma ci si sta solo preoccupando di fare i propri interessi nascondendo la verità, anche con molta abilità.     

Spero che quest’articolo ti possa essere utile.

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