Sconto in Fattura e Cessione del Credito. Quali sono i Vantaggi e Come Ottenerli

Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono tra le principali, e più conosciute novità, introdotte dal Decreto Rilancio, in caso di lavori che prevedono la sostituzione dei serramenti per migliorare l’isolamento termico e l’efficientamento energetico della propria abitazione.

Le due agevolazioni sono state introdotte all’interno dell’articolo 121 del Decreto Rilancio:

La possibilità per il cliente di poter optare – al posto della fruizione diretta delle detrazioni – per uno sconto in fattura o per la cessione del credito e la possibilità per il serramentista di poter cedere il conseguente credito d’imposta anche alle banche.

L’art. 121 in 7 commi spiega:

  • in cosa consistono queste due opzioni;
  • a quali interventi si applicano;
  • come possono essere usati i crediti maturati e quando poterlo fare;
  • nei confronti di chi si rivale l’Agenzia delle Entrate in caso accerti che l’intervento non era detraibile.

Per completezza dell’argomento sappi che per le modalità attuative l’art.121 rimanda invece ad un successivo provvedimento del Direttore della Agenzia delle Entrate.

Cominciamo dunque!

In cosa consistono Sconto in fattura e Cessione del credito

Questo comma ti dice che per le spese che sostieni negli anni 2020 e 2021 (al momento in cui scrivo è stato già prolungato al 30 giugno del 2022) per un intervento di sostituzione dei serramenti e/o l’installazione di schermature solari o chiusure oscuranti, ammesse alle detrazioni ecobonus, puoi optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante, alternativamente:

  1. per un contributo, sotto forma di sconto in fattura, pari al 50% del totale della fattura (in caso di Ecobonus normale) o al 100% (in caso di Superbonus), anticipato dal serramentista che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta pari alla detrazione spettante (cioè 50% per Ecobonus normale e 110% per Superbonus) con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari
  2. per la cessione di un credito d’imposta pari alla detrazione spettante (cioè 50% del totale della fattura in caso di Ecobonus normale e 110% in caso di Superbonus), con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

 

Cosa significa?

Nel primo caso, il serramentista che ti vende le finestre fa lo sconto immediato in fattura, acquisisce il credito e poi a sua volta fa la cessione ad un intermediario.

La tua fattura di acquisto sarà pari al 50% se stai facendo il lavoro usando Ecobonus normale oppure sarà pari a 0 se sei in Superbonus.

Per spiegarti in concreto facciamo un esempio pratico relativo allo sconto in fattura nel caso di ecobonus normale.

Supponi che la spesa per la sostituzione dei tuoi serramenti riportata in fattura sia pari a € 20.000,00 (totale di imponibile e IVA).

A fronte dello sconto immediato del 50% pari a € 10.000,00 la tua fattura avrà un importo pari a € 10.000,00 (cioè il 50% di € 20.000,00).

Nel secondo caso, per le finestre che hai acquistato avrai una normale fattura di vendita.

Il pagamento della fattura crea il credito fiscale che ne deriva, a seconda se sei in Ecobonus normale o Superbonus.

Se sei in Ecobonus normale, tale credito potrai usarlo in compensazione in 10 anni dal tuo Irpef, oppure potrai cederlo ad una banca, o ad un intermediario finanziario.

Lo stesso ragionamento vale anche per il Superbonus al 110% salvo che in questo caso il recupero lo farai in 5 anni e la cessione del credito alla banca vale il 110% dell’importo.

 

A quali interventi si applicano

Gli interventi per cui ti è possibile optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito al posto della fruizione diretta delle detrazioni spettanti, per quanto riguarda il mondo delle finestre, sono:

  • Per Ecobonus normale

tutte le sostituzioni di infissi e/o l’installazione di schermature solari o sistemi oscuranti ammessi alle detrazioni ecobonus eseguiti su qualunque tipo di immobile (quindi anche non abitativo) e nell’ambito di un qualunque tipo di intervento di recupero edilizio (quindi anche in una manutenzione ordinaria)

  • Per Superbonus

le sostituzioni di infissi e/o l’installazione di schermature solari o sistemi oscuranti che vengono eseguiti come interventi “trainati” nell’ambito di un intervento “trainante” con tutte le regole previste dall’art.119 del Decreto Rilancio che ti ho già descritto in questo precedente articolo.

Attenzione: anche se in questo articolo parliamo solo di Ecobonus e Superbonus devi tenere presente che, lo sconto in fattura o la cessione del credito al 50% sono possibili anche per tutte le sostituzioni o installazioni di infissi, schermature solari o chiusure oscuranti realizzate nell’ambito di uno degli interventi di recupero edilizio ammessi alle detrazioni Bonus Casa, cioè manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia e restauro/risanamento conservativo (di cui alle lettere b, c, d dell’art.3 c. 1 del DPR 380/2001) eseguiti nelle singole unità abitative, cui si aggiungono anche quelli di manutenzione ordinaria (di cui alla lettera a del già citato articolo) se l’intervento è invece eseguito sulle parti comuni dell’edificio (parliamo quindi di tutte le detrazioni di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del TUIR);

Non è però applicabile alla sostituzione di serramenti nell’ambito del Bonus Sicurezza

 

Come possono essere usati i crediti maturati e quando poterlo fare 

Fai molta attenzione qui, questa informazione è molto interessante.

Metti che tu decida di tenere per te il credito fiscale che hai maturato, e metterlo in compensazione nel tuo F24.

Ricorda, in caso di ecobonus potrai farlo in 10 anni, mentre in caso di Superbonus saranno 5 anni.

Potrebbe accadere, per qualsiasi motivo, che la tua capienza fiscale per detrarre si riduca. In questo caso, potrai   vendere le quote residue e recuperare il credito prima di perderlo definitivamente.

Stessa cosa nel caso in cui ad un certo punto tu abbia bisogno di liquidità. Se hai nel tuo cassetto fiscale delle quote di credito ancora non compensate potrai venderle e monetizzare subito.

Anche questa volta cercherò di spiegarti con un esempio.

Supponiamo che tu hai acquistato nuove finestre in sostituzione delle precedenti per un importo di € 20.000,00, non opti per lo sconto immediato in fattura e quindi tieni per te il credito maturato, pari a € 10.000,00 in caso di Ecobonus normale, utilizzabile in dieci anni in quote di € 1.000,00/anno per compensare le imposte da pagare sul tuo F24.

Se in un anno il tuo Irpef da pagare è inferiore a € 1.000,00 ad esempio è € 500,00 non potrai chiedere il rimborso di € 500,00 né potrai slittarli all’anno successivo e quindi li perderai.

In alternativa potrai decidere di cedere il tuo credito d’imposta ad un intermediario finanziario in maniera da “monetizzarlo”.

Questa cessione potrai farla in qualsiasi momento (magari quando avrai necessità di liquidità oppure se ti accorgi per tempo che in quello specifico anno non riuscirai a compensare con il tuo Irpef da pagare).

Supponendo che tu decida di cedere il tuo credito d’imposta dopo due anni, cioè dopo che avrai già utilizzato in compensazione € 2.000,00, potrai andare in banca e venderti il credito fiscale delle otto quote residue, che ammonta a € 8.000,00.

Lo stesso ragionamento vale anche nel caso di Superbonus.

Una fattura pagata di € 20.000,00 crea un credito fiscale di € 22.00,00 da usare in 5 anni ma con le stesse possibilità prima descritte per Ecobonus normale.

 

Verso chi si rivale la Agenzia delle Entrate

Qui devi essere molto attento, non perché sei un imbroglione, ma una disattenzione qualsiasi potrebbe costarti molto caro.

La verifica della regolarità del credito fiscale verrà fatta nei confronti dei beneficiari delle detrazioni che hanno optato per lo sconto in fattura o la cessione del credito al fine di verificare, attraverso un’analisi documentale, la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

Il beneficiario sei tu che acquisti e paghi la fattura con bonifico parlante e sei anche l’unico responsabile.

Anche qui facciamo un esempio.

Supponiamo che tu chieda al serramentista di intestare a te le fatture per un intervento di sostituzione degli infissi nell’appartamento di proprietà di tua figlia e che tu abbia dichiarato al serramentista di aver diritto alle detrazioni fiscali chiedendogli lo sconto in fattura.

Se a seguito di un successivo controllo, anche solo documentale, l’Agenzia delle Entrate dovesse accertare che tu non sei in realtà proprietario e non sei neppure un familiare convivente con la proprietaria, in questo caso non hai alcun titolo per poter beneficiare delle detrazioni fiscali,

La AdE si rivarrà esclusivamente su di te chiedendoti la restituzione delle eventuali quote di cui ha già fruito, maggiorato di interessi e sanzioni, e ovviamente negandoti l’accesso alle quote di cui non hai ancora fruito.

Se però avrai usato lo sconto in fattura, ti verrà chiesto il rimborso dell’intero importo che ti è stato scontato, oltre interessi e sanzioni, mentre il serramentista potrà continuare ad utilizzare in compensazione l’intero importo che gli hai ceduto.

Il serramentista e gli eventuali successivi cessionari non avranno alcun problema salvo nel caso in cui abbiano utilizzato il credito d’imposta in maniera irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto mettendo in compensazione delle quote più alte rispetto a quelle ricevute!

 

Conclusioni

Con lo sconto in fattura e la cessione del credito l’articolo 121 apre ad un mondo di possibilità mai esistite in precedenza.

Sostituire le finestre, per migliorare il proprio isolamento termico e soprattutto il comfort abitativo, non è mai stato semplice e soprattutto economico come in questo momento.

Effettivamente c’è uno sforzo notevole da parte dello Stato per aiutare un settore strategico, quale è quello del settore edile, in un momento così difficile a causa della pandemia (maledetta) in corso.

Con questi due interventi anche chi non ha capienza fiscale a sufficienza può comunque accedere alle detrazioni fiscali e trarne beneficio.

Resta per inteso che la possibilità di accesso alle detrazioni Superbonus non significa tutto gratis, e che quindi bisogna sempre fare i conti con i massimali di spesa ammessi, argomento già trattato qui.

Approfitta della possibilità e metti subito in programma la sostituzione delle tue vecchie finestre.

Non fare l’errore di credere che sconto in fattura e cessione del credito vengano rinnovate da qui a …5/10 anni.

Potrebbe essere, ma al momento non puoi esserne assolutamente certo.

La certezza attuale è che, al momento, la legge è stata già autorizzata sino al 30 giugno 2022.

Anche per oggi l’articolo è finito.

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